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Progetto educativo 2014-2016

Ci impegniamo ad educare al discernimento e alla scelta, perché una coscienza formata è capace di

autentica libertà.

 

  1. Introduzione
  2. Il Gruppo
  3. Territorio e rapporto con le associazioni
  4. Famiglia, scuola ed ambiente esterno
  5. Parrocchia
  6. Appendice: la Comunità Capi

Introduzione al Progetto Educativo

La nostra storia, ormai quasi trentennale, ci racconta una continua mutazione negli anni del nostro gruppo per ciò che riguarda i volti che hanno preso parte a questa grande avventura scout ma non per ciò che attiene ai contenuti della nostra proposta. Ciò ha permesso al Francavilla 1 di proseguire nel suo cammino con coerenza e lealtà verso il Regolamento Metodologico che continuiamo a conoscere e ad applicare ed al Patto Associativo sul quale si fonda l'azione educativa dei capi.

Il gruppo da sempre accoglie ragazzi di tutti i quartieri della città e dei paesi limitrofi e si impegna ad includere ragazzi con diverse abilità o con problematiche che possono trovare soluzione, parziale o totale, in un percorso educativo di vita comunitaria. Trend numerici di crescita delineano una capacità di attrarre bambini, ragazzi ed adulti disposti a mettersi in gioco.

Il raggiungimento di questi obiettivi è sicuramente frutto di passione e di una programmazione dei vari staff del percorso da affrontare in ogni singola unità.

L'AGESCI individua nel PROGETTO EDUCATIVO lo strumento che "assicura l’unitarietà della proposta educativa dell’Associazione
tra le varie unità, la sua continuità tra le varie branche, il suo adattamento alle accertate necessità dell’ambiente in cui il
gruppo vive". La temporanea assenza del progetto educativo di gruppo ha fatto sì che alcune dinamiche venissero governate dal talento degli educatori ma senza una ben precisa individuazione dell' ambiente in cui ci stavamo muovendo. E' per questo motivo che si rende necessaria un'analisi NUOVA ed APPROFONDITA della realtà nella quale entrano in contatto i ragazzi individuando obiettivi da perseguire nel prossimo triennio e gli strumenti più idonei al raggiungimento degli stessi.

Il Gruppo

ANALISI:

  • Numericamente in crescita, alcune famiglie ci rinnovano la fiducia iscrivendo più di un figlio;
  • Presenza di ragazzi differenti per estrazione socio-culturale alcuni dei quali con disabilità fisiche, mentali, relazionali e comportamentali. Il loro ingresso viene valutato prima nello staff e poi in co.ca. per garantire un'azione adeguata alla problematica da affrontare;

  • Comunità capi coesa ed in "formazione permanente", sia con attività mirate all'interno che con la partecipazione, non totale ma in misura più che accettabile, ai campi di formazione;

  • Ragazzi perfettamente in grado di concretizzare progetti ambiziosi e di difficile realizzazione sebbene debbano essere costantemente attratti da un'esca. Reagiscono positivamente agli stimoli nonostante siano "figli di un'era" che raramente parla loro di speranza ma che pone davanti ai loro occhi esempi di precarietà nel lavoro e negli affetti;

  • E' presente un lieve ma visibile contrasto, specialmente in branca E/G, tra la presenza numerica maschile e quella femminile ed un disallineamento delle fasce d'età.

OBIETTIVI:

  • Rafforzamento delle mete fino ad ora conquistate;
  • Maggiore conoscenza di altre realtà associative;
  • Creare nuovamente un equilibrio tra le fasce d'età ed il sesso dei componenti delle unità L/C ed E/G.

STRUMENTI:

  • Confronto costante, oltre che in staff, in comunità capi dell'andamento delle singole unità per ottenere maggiori confronti paralleli ed una consapevolezza globale attraverso momenti specifici all' interno delle riunioni di co.ca.;

  • Partecipazione annuale di ogni branca ad almeno un evento di zona, regionale o altro in cui conoscere e confrontarsi con altri gruppi oltre alla partecipazione ad eventi per singoli ragazzi;

  • Regole condivise che prevedano l'entrata nel gruppo non prima degli 8 anni ed il passaggio alla branca successiva secondo le regole descritte nel Regolamento Metodologico, oltre che un costante monitoraggio dell'equilibrio tra le fasce d'età ed il sesso dei componenti delle unità. Ogni eventuale deroga dovrà essere analizzata in staff per poi essere presentata in
    co.ca., organo a cui spetta l'ultima decisione in merito.

Territorio e rapporto con le associazioni

ANALISI:

  • L'estensione territoriale di Francavilla ci offre l'opportunità di riunirci in ambienti diversi;
  • Siamo mediamente visibili ed abbiamo un costante contatto con le varie amministrazioni comunali che ci offrono sempre disponibilità;

  • Partecipiamo ad eventi per autofinanziarci o anche solamente per svolgere attività all'aria aperta, cercando un contatto con la nostra città ma senza mai aver creato qualcosa che potesse coinvolgere la cittadinanza o le altre associazioni;

  • Siamo in contatto, attualmente tramite i capi gruppo ma progressivamente con la partecipazione degli altri capi, con le associazioni francavillesi ( principalmente Orizzonte, Emozioni, Itaca). Abbiamo partecipato ad eventi comuni di servizio;

  • Siamo disposti a coinvolgere ragazzi non abbienti e/o problematici in collaborazione con le strutture preposte.

OBIETTIVI:

  • Essere parte del territorio lasciando un segno positivo della nostra presenza trasmettendo un opportuno senso civico ai ragazzi e a chi ci osserva per comprendere meglio le nostre dinamiche;

  • Mantenere e consolidare il contatto con le associazioni e prevedere, se utili, scambi formativi ed esperienze di servizio rivolte a capi e ragazzi;

  • Rendere il nostro movimento accessibile a tutti.

STRUMENTI:

  • Realizzazione a partire dal 2014 (entro luglio) di un evento annuale proposto e strutturato da noi, anche in sinergia con altre associazioni presenti sul territorio, e rivolto alla cittadinanza. Un evento completamente nuovo con il fine di trasmettere il messaggio che una comunità debba essere resa migliore ed aperta a tutti attraverso l'impegno (oltre ai "canonici" eventi di apertura/chiusura attività annuali, Thinking Day e Mission Impossible);

  • Partecipazione ad ogni riunione indetta dall'amministrazione comunale o di altra natura e rivolta alle associazioni francavillesi (o extra cittadine) con rotazione tra i capi dei vari staff;

  • Inserimento nel prossimo triennio di almeno due ragazzi non abbienti segnalati dai servizi sociali: il gruppo si farà carico della parte economica con la cassa di branca e, se non sufficiente, con quella di gruppo.

Famiglia, scuola ed ambiente esterno

ANALISI:

  • Famiglie in gran parte solide e disposte a creare un canale comunicativo decisamente collaborativo. Ci sono alcune eccezioni con realtà poco rassicuranti per il bambino/ragazzo e genitori poco partecipi al confronto con gli educatori;

  • Ambiente esterno "tossico", privo di certezze dove si è perso progressivamente il valore dell’impegno, che incrementa lo stato d'ansia di ragazzi e di adulti circa "l'incapacità di farcela". La scuola è spesso inadeguata a formare culturalmente, professionalmente e socialmente i ragazzi;

  • Generalmente i componenti del nostro gruppo frequentano ambienti sani e coltivano i rapporti tra di loro anche al di fuori dell'ambiente scout;

  • Gli educatori non hanno rapporti con gli istituti scolastici;
  • I primi effetti della crisi economica potenzialmente rischiano di minare la serenità familiare e di ostacolare la partecipazione alle attività scout dei ragazzi;

  • Carenza da parte di genitori di una piena conoscenza degli strumenti utilizzati operativamente dalle varie branche.

OBIETTIVI:

  • Coinvolgere i genitori per meglio far loro comprendere la metodologia educativa scout, le sue finalità e creare una sinergia utile alla formazione dell'individuo;

  • Adoperarsi affinché la scuola conosca la realtà dell’Agesci locale e, da parte ns., iniziare a ipotizzare delle modalità per “entrare in contatto” con la scuola (che rappresenta, dopo la famiglia, il secondo “ente educativo” dei ragazzi, mentre l’associazione ne è il terzo);

  • Assicurare la partecipazione di tutti i ragazzi iscritti nel gruppo abbattendo le barriere di tipo economico (oltre a tutte le altre barriere meglio specificate nel Patto Associativo);

  • Rendere maggiormente consapevoli i genitori degli strumenti utilizzati dalle varie branche.

STRUMENTI:

  • Convocazione di almeno tre riunioni annuali per branca di cui una plenaria, preferibilmente ad inizio anno scout, dove verranno presentati gli staff, il Progetto Educativo e verranno fornite tutte le informazioni utili a "giocare il gioco" con regole chiare e finalizzate al miglioramento dell'azione educativa della comunità capi;

  • Mantenimento di una cassa di gruppo e di branca con la quale sopperire al mancato versamento della quota per la partecipazione alle attività da parte di qualsiasi ragazzo o educatore che sia in difficoltà economica temporanea o persistente. Lo scoutismo è per tutti e tutti devono potervi prendere parte qualora lo desiderino;

  • Organizzare annualmente incontri con i genitori nei quali sperimentare concretamente la proposta scout vissuta dai propri figli. Ogni evento verrà curato dai singoli staff.

Parrocchia

ANALISI:

  • Le parrocchie che ci ospitano sono quella degli Angeli Custodi dove è presente la sede della branca RS e la parrocchia di Sant'Alfonso: è in quest' ultima che si svolge maggiormente la nostra vita scout;

  • Non abbiamo nel nostro gruppo scout un assistente ecclesiastico disposto a partecipare alle nostre attività di branca e curare la nostra formazione di capi catechisti;

  • Nonostante le differenti metodologie educative collaboriamo positivamente con le altre realtà parrocchiali forti di un entusiasmo coinvolgente e di una presenza numerica che ci rende visibili ed incisivi.

OBIETTIVI:

  • Mantenere e rafforzare il rapporto con le parrocchie;
  • Partecipare a eventuali eventi e/o momenti organizzati dalla parrocchia di Sant’Alfonso che si sta muovendo per intensificare il rapporto tra le realtà intra-parrocchiali, così come quelle interparrocchiali;

  • Cercare un maggiore confronto con una possibile figura che possa aiutarci nello sviluppare un percorso di fede più organizzato.

STRUMENTI:

  • Continuare a presenziare nelle varie zone parrocchiali, partecipando alle processioni di riferimento (processione cittadina del Venerdì Santo, festa della Madonna di Fatima processione di Santa Liberata e, quando possibile, di Sant’Alfonso);

  • Partecipazione più attiva agli incontri tra i vari responsabili delle realtà presenti nella parrocchia di Sant’Alfonso, così come alle attività proposte (Mission Impossible e preparazione all’animazione liturgica dei momenti più importanti di un anno cattolico);

  • Maggiore confronto con Padre Raffaele o con Massimiliano.

Appendice: La Comunità Capi

La comunità capi rappresenta il motore del gruppo: una comunità ben funzionante, formata e coesa garantisce un risultato positivo dell'azione educativa dei capi. E' sicuramente fuori luogo voler elencare un regolamento di comunità capi in quanto un capo scout è un adulto perfettamente in grado di distinguere ciò che è buono per la comunità in cui opera, dai comportamenti che possono danneggiarla.
Ci limiteremo pertanto a fissare quei punti strategici che hanno portato la co.ca. del Francavilla 1 ad essere un ambiente sano ed accogliente, che può sì migliorarsi ma che può essere fiero del lavoro svolto fino ad ora ringraziando tutti coloro che hanno contribuito a questo progetto. Vogliamo dunque ricordare i passaggi di cui fare tesoro:

  • Riunioni di co.ca. circa bisettimanali. Ogni staff a rotazione propone uno spunto liturgico ed anima la prima parte della riunione ponendo l'accento sul metodo e sulle dinamiche, generiche e specifiche, della propria branca;

  • La formazione è alla base del nostro fare scoutismo: ogni anno rileggeremo con la modalità che riterremo più opportuna il Patto Associativo ed il Regolamento Metodologico;

  • I capi gruppo, anche con l'aiuto degli altri componenti della co.ca., organizzeranno almeno un incontro annuale con uno specialista esterno che possa aiutare i capi nella loro azione educativa e nel loro rapporto con i ragazzi;

  • La partecipazione ad eventi del tipo CFM e CFA esclude il capo dal pagamento del censimento per l'anno di partecipazione;

  • Gestendo denaro è fondamentale garantire la massima trasparenza oltre che proteggere le risorse economiche. Ogni staff pertanto dovrà essere in grado costantemente di mostrare, specialmente all'esterno, un resoconto delle entrate e delle uscite. Ogni cassiere a qualsiasi livello dovrà inoltre preoccuparsi di adottare le misure necessarie affinché il denaro
    custodito non venga smarrito o rubato. Il cassiere ha una responsabilità di cui deve rispondere ma l'obiettivo per tutti è quello di utilizzare le risorse economiche nel modo più funzionale alle nostre attività.

Da qui possiamo ripartire per un triennio che dovrà necessariamente portarci ad essere persone solide, all'altezza dei ragazzi che ci vengono affidati e che ci educano mentre vengono educati.

Siamo tutti utili ... ed ognuno di noi è indispensabile perché, per citare proprio i nostri ragazzi,
SENZA DI TE NON SAREBBE LO STESSO.

Allegati:
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